DALLA PSICOANALISI ALLA SOPHIANALISI

di Enrico G.Belli

Dalla Psicoanalisi alla Sophianalisi - Enrico Belli

"L'Uomo per la Psicoanalisi è un individuo ancora determinato dal mondo istintuale, sempre oscillante tra Eros e Thanatos (vita e morte) l'unica sua possibilità è quella di equilibrare col suo Io le forze contrastanti tra l'Es e il Super-Io (le forze vitali della struttura istintuale con le norme della civiltà, con pochi o scarsi spazi di libertà dal determinismo inconscio...). L'uomo per la Sophianalisi è una Persona dotata di un'identità propria, che possiede la capacità di decidere in libertà di amare e di odiare... A livello clinico sappiamo che il malessere psichico (somatico ed esistenziale) è legato fondamentalmente alla presenza dell'odio (rimosso e cosciente) che alla Persona proviene sia dall'ambiente che dalle sue risposte interne: il malessere, molto spesso, è il risultato di violenze d'odio fatte con la complicità dell'Io alla propria Persona, alla psiche, al corpo. A livello esistenziale abbiamo appreso per esperienza, nei laboratori sophianalitici, che il benessere integrale della Persona dipende dall'attuazione della sua capacità di amarsi-amare-essere amato nella libertà e non nella costrizione, riconoscendo all'Uomo Persona Sapiens una grande potenzialità riparativa e creativa...". Dai capitoli iniziali, riferiti al "Campo Psicoanalitico", con riflessioni sul "Narcisismo" e su alcune problematiche primarie - "Fase dell'Onnipotenza e Principio di Realtà", viene successivamente approfondito il passaggio al "Campo Sophianalitico" con tematiche specifiche, tra cui : "La funzione del padre"- "La donna tra seduzione, castrazione e repressione" - "Il figlio odiato (Odisseo/Edipo)"- "Aggressività distruttiva e libertà riparativa"- "Alla ricerca del senso dell’esistenza" - "Il bisogno di fusione". Con questo saggio l’autore ci conduce alla scoperta di un passaggio nuovo nel campo della metapsicologia e dell’antropologia, verso una teoria unificata delle Scienze Umane.

 

2° CONGRESSO MONDIALE DI PSICOTERAPIA - (Mito - Sogno - Realtà)

4/ 8 luglio 1999 Vienna - Austria - Europa / Relazione di Enrico G.Belli

DALLA PSICOANALISI ALLA SOPHIANALISI VERSO UNA TEORIA UNIFICATA DEL CAMPO METAPSICOLOGICO ANTROPOLOGICO

Questa relazione è dedicata, in particolare, ai colleghi ed amici dell'America Latina, quale augurio di una possibile collaborazione al progetto di accogliere questo passaggio (DALLA PSICOANALISI ALLA SOPHIANALISI), per approfondire la ricerca di una PSICOTERAPIA quanto più Umanistica ed Esistenziale, al fine di contribuire autenticamente al miglioramento della qualità della vita, orientando l'impegno scientifico-culturale alla luce delle conoscenze nel campo dell'ANTROPOLOGIA ESISTENZIALE e della METAPSICOLOGIA PERSONALISTICA.

"Un tempo gli indios abitavano non solo sulla terra, ma anche in cielo. Solo che il cielo non era in alto come oggi: allora cielo e terra erano così vicini che ogni indio era libero di spostarsi dall'uno all'altra senza alcun impedimento. Ma venne un tempo in cui gli indios che vivevano nella zona del cielo cominciarono ad ammalarsi di una tremenda malattia che si diffuse in modo micidiale, seminando la morte in tutta la regione. I pochi che riuscirono a sopravvivere, per salvarsi attraversarono il confine e si stabilirono sulla terra. Il cielo ormai senza indios diventò leggero leggero e, piano piano, cominciò a sollevarsi e a salire sempre più su, fino a raggiungere l'alto, dove ora lo vediamo...". (1)

Mi sono servito di questo mito indio (leggenda Bakairì) quale metafora per indicare il disagio dell'Umanità, di fronte ai determinismi esistenziali e sociali in cui la persona sembra trovarsi in ogni angolo del Pianeta Terra, a qualsiasi etnia appartenga, come progetto di costruire soluzioni di fronte alle tensioni interne e sociali, nel tentativo di trovare risposte alla malattia, ai genocidi, al dolore della vita: per superare le scissioni personali ed interpersonali e dare un senso al proprio esistere.

L'uomo contemporaneo vive quest'archetipo della cacciata dall'eden, come fuga dal cielo, frattura tra maschile e femminile, tra amore e psiche, tra mente e cuore, tra istinto e spiritualità, tra determinismo e libertà.

Sul piano antropologico la PSICOANALISI, fin dagli inizi del Novecento dal suo fondatore Sigmund Freud in poi, ha offerto un notevole contributo alla conoscenza (scientifico-culturale-artistica) nel tentativo di orientare la ricerca attraverso una metapsicologia che ha esplorato i meandri dell'inconscio e ha tracciato una strada importante per comprendere le tensioni personali e sociali del comportamento umano, nella sua visione immanente. L'elemento cardine del "determinismo psichico", come attributo eccezionale dell'apparato inconscio anche negli sviluppi successivi, non si è discostato molto dalle esplorazioni di quelle "leggi di causalità" che sembrano guidare e determinare il comportamento umano.

Come a dire: "L'uomo per la Psicoanalisi è un individuo ancora determinato dal mondo istintuale, sempre oscillante tra Eros e Thanatos (vita e morte), l'unica sua possibilità è quella di equilibrare col suo IO le forze contrastanti tra l'Es ed il Super-Io (le forze vitali della struttura istintuale con le norme della civiltà, con pochi o scarsi spazi di libertà dal determinismo inconscio...).". (2)

Pur considerando i notevoli contributi evolutivi nel campo psiconalitico (Jung-Reich-Klein-Fromm, ecc.) questa "tensione degli opposti" è rimasta come preconcetto esistenziale, relegata al concetto cartesiano del "cogito, ergo sum" (penso, dunque sono), secondo le leggi del determinismo inconscio, quasi a voler psicologizzare tutte le dimensioni della realtà umana secondo leggi istintuali biologiche immutabili.

Sul piano antropologico la SOPHIANALISI, secondo l'impostazione guida del suo fondatore Antonio Mercurio, sviluppa evolutivamente in parte la teoria psicoanalitica e innova una "nuova metapsicologia personalistica", orientandola a livello "antropologico-esistenziale".

Se per Freud la struttura psichica è basata sul dominio dell'ES (determinismo istintuale), da cui poi si differenziano le altre componenti di base l'IO (coscienza) ed il SUPER-IO (morale), (3) per Mercurio il principio organizzatore primario è l'IO-PERSONA, presente fin dal momento del concepimento con risposte sia determinate che libere, nelle sue dimensioni interne (Io-Psichico, Io-Corporeo, Io Relazionale, ecc.).

Anche l'ipotesi dell’edificazione dell'INCONSCIO viene dalla Sophianalisi, alla luce di questa nuova prospettiva, configurato come INCONSCIO ESISTENZIALE, nel senso che tutte quelle componenti rimosse della struttura psichica (fattuali e decisionali in particolare orientanti lo sviluppo fin dalla fase intrauterina) hanno bisogno di essere riconosciute ed assunte dall'IO-PERSONA, per trovare varchi d’uscita dal determinismo, potenziando lentamente le scelte libere riparative e creative. (4)

Come se al suo interno l'Io-Persona fosse teso dialetticamente a ricercare sia le cause del suo dissidio inconscio deteministico (movimento discensionale introspettivo) che le fonti vitali della sua libertà decisionale (movimento ascensionale evolutivo).

All'Io-Persona viene riconosciuta la capacità d'essere fine a se stesso nel seguire il progetto vitale interno, sempre più consapevole e responsabile (nelle diverse fasi dello sviluppo evolutivo) di decidere in libertà di amare e di odiare. "A livello clinico sappiamo che il malessere psichico (somatico ed esistenziale) è legato fondamentalmente alla presenza dell'odio (rimosso o cosciente) che alla Persona proviene sia dall’ambiente che dalle sue risposte interne: il malessere, molto spesso, è il risultato di violenze d'odio fatte con la complicità dell'Io alla propria Persona, alla psiche, al corpo...".

Imparare ad amare se stessi e gli altri autenticamente, prosciugando gradualmente i bagagli consci ed inconsci dell’odio, è scegliere (far crescere la "consapevolezza") imparando umilmente a costruire la saggezza del proprio pensiero e del proprio agire.

Nella costruzione delle scelte sagge e creative, (per imparare ad uscire dalla sofferenza attraversando e lenendo il dolore della vita) tramite un cammino evolutivo di consapevolezza (analitico-esperienziale-rapporto interpersonale individuale e di gruppo), l'Io-Persona, oltre che ripercorrere gli abissi dell'odio agito contro il proprio progetto vitale e verso il progetto di vita altrui, può parimenti impegnarsi responsabilmente a potenziare la sua libertà di scelta riparativa e creativa.

L'impostazione sophianalitica arriva a concepire una traccia più unitiva e unificante nell’indicare, all'Uomo Persona -Sapiens, di conoscere se stessi e trasformare se stessi con l’aiuto del Sé Personale e del Sé Corale conquistando più Libertà, Verità, Amore e Bellezza.

Se al primo dualismo (amore/odio) l'Io-Persona può tentare di dare una risposta armonica ed unitiva lo deve dunque ad una delle componenti importanti (valore fondamentale dell'essere): la LIBERTA'.

 

1. IL PRINCIPIO DI LIBERTA' ESISTENZIALE

"Libertà da" e "Libertà di" sono i due passaggi intrapersonali ed interpersonali (discensionali e ascensionali) della crescita dell’Io e della sua consapevolezza.

a) LIBERTA' DA.

Con "Libertà da" può essere esplicitato quel processo evolutivo interno di ricerca ed elaborazione discensionale (che può essere favorito da un trattamento psicoterapico individuale e di gruppo) per favorire l'uscita dai condizionamenti deterministici dello psichico, nei suoi esiti dell’odio interno vendicativo (auto ed etero- distruttivi).

L'Io-Persona ha la necessità di evolvere e trasformare la struttura comportamentale di base reattiva (deterministica) dello psichico, con risposte rabbiose verso se stessi e gli altri, e smantellare l'edificazione narcisistica dell'"Ideale di Perfezione Onnipotentico", basato sulla "Volontà di Dominio", che porta all'agire famelico ed egoistico di un Io-Psichico sempre teso a controllare gli oggetti persecutori interni ed esterni.

"Libertà da", nel senso d'uscire da quel nucleo psichico di base schizo-paranoico, che mantiene l'Io in una continua implosione di pericolo e controllo, impedendo l'impiego dell'energia potenzialmente creativa; liberando il proprio pensiero e l'agire conseguente da quelle componenti difensive dell'Io-Psichico che mantengono all'interno il perdurare delle "menzogne esistenziali", frutto di una pretesa autonomia egoistica, erede del pretenzioso narcisismo infantile (come falsa libertà simile ad un'anarchia nevrotica e psicotica).

 

b) LIBERTA' DI.

Con "Libertà di" può intendersi il processo ascensionale di crescita dell'Io-Persona nell'agire l'amore e l'odio ( aggressività distruttivo-costruttiva) per favorire l'emergere di quelle componenti riparative e creative che possono portare a "diventare quello che si è autenticamente" cercando d'impiegare gradualmente tutte le potenzialità personali.

"Libertà di", nel senso dell'"Eligo, ergo sum" (Scelgo, dunque sono), per entrare nella consapevolezza delle proprie scelte responsabili, tappa importante che segna il passaggio dal dominio deterministico dell'Io-psichico al seguire le "Leggi della Vita" dell'Io Persona, aperto al mondo e agli altri, fino alla meta di sintesi in positivo dell'"amarsi, amare ed essere amato nella libertà e non nella costrizione", "Amo, ergo sum" (Amo, dunque sono) come afferma Antonio Mercurio.

Nell'impiego della sua "Liberta di" l'Io-Persona, con l'aiuto del Sé Personale e del Sé Corale, può imparare ad attraversare e lenire il dolore della vita per dare speranza e mete affermative e creative a se stessi e agli altri, assumendosi dialetticamente il proprio male per trasfigurarlo e liberarsene.

Scelta di libertà esistenziale è dunque favorire lo sviluppo della Persona in tutte le dimensioni possibili (biologiche, psichiche, esistenziali, spirituali), ricercando un'integrazione armonica dell'Io, seguendo le "Leggi della Vita" inscritte nel << SE' PERSONALE>>, nucleo energetico-spirituale dell'identità progettuale.

"Libertà di" nel senso d'essere disponibili e aperti ad interrogarsi sulle problematiche umane, per arrivare alla comprensione del mondo e degli altri, come adesione consapevole ad un progetto corale che sappia rispondere ai bisogni e ai desideri autentici e vitali dell’ Umanità, per raggiungere al di là del principio di piacere "il principio della gioia".

Queste ultime osservazioni sul valore della "libertà" consentono un'ulteriore riflessione della ricerca antropologica sul concetto del <sé<sé>>, già avviata con impegno e capacità esplorative da C.G.Jung.

Anche sul concetto del sé la ricerca sophianalitica offre un'ulteriore innovazione sia sul piano concettuale che nell'esplicazione metodologica di una "metapsicologia personalistica".

Nella consapevolezza di quanto il processo di "individuazione" personale sia un percorso archetipo ed evolutivo interminabile, attraverso la "tensione degli opposti" (secondo Jung ), la Sophianalisi ricerca l'attuazione responsabile e consapevole della "sintesi degli opposti" (secondo Mercurio), ponendosi come primo obiettivo metapsicologico di ricomporre la frattura tra l'IO-PERSONA ed il SE'.

"Attribuisco al <<Sé Personale>>: la potenza di amare, la fonte della verità personale e cosmica, la volontà unificatrice della persona e del cosmo, l'identità della persona come progetto (come meta e come scopo), il principio della gioia e della morte e rinascita, la beatitudine propria delle sorgenti dell'essere, l'appartenenza al Sé Cosmico, la comunicazione transpersonale con tutti gli altri Sé Personali (Sè Comunitario) e col Sé Cosmico" (A.Mercurio). (5)

La consapevolezza di come l'Io Persona e il Sé Personale contengano (al di là del determinismo) "la libertà in fieri e in actu" d'appartenere ad un progetto comunitario e cosmico pone la Persona in una dimensione d'apertura responsabile che può portare al prosciugamento della dimensione d’isolamento narcisistico, ricomporre la frattura degli opposti e tentare di produrre "le sintesi degli opposti".

Sul piano intrapersonale e transpersonale "le sintesi degli opposti" da attuare possono essere molte, qui ne vengono indicate alcune fondamentali tra le varie dimensioni dell'Io: Mente e Corpo, Razionalità e Sentimento, Maschile e Femminile, Istinto e Spiritualità, Oggetto buono e Oggetto Cattivo, Persecutore e Protettore, Egoismo e Altruismo, Odio e Amore, Schiavitù e Libertà, Menzogna e Verità, Bruttezza e Bellezza, Stabilità e Mutamento, Necessità e Possibilità.

A livello "metapsicologico-personalistico" l'Io-Persona, in contatto col Sè nel suo processo di ricerca e crescita, si trova nella possibilità d’attuare le sintesi in un dinamismo dialettico e circolare continuo, seguendo il "principio di compensazione" per uscire dalle dimensioni unilaterali e ipertrofiche di una sola parte. Un esempio a riguardo potrebbe essere rappresentato dalle pretese dello psichico di non ascoltare né i bisogni del corpo, nè quelli della dimensione affettivo-relazionale, né tantomeno quelli della componente spirituale.

 

2. IL PRINCIPIO DI VERITA' ESISTENZIALE

Per Verità esistenziale si vuole qui intendere, per integrare questa prospettiva, unicamente quello che all'interno di ogni persona (o di un gruppo e/o di un'etnia) può rappresentare dialetticamente il suo opposto: "la menzogna esistenziale".

Sul piano "metapsicologico personalistico" la menzogna esistenziale si fonda sulla pretesa assolutistica narcisistica dell'Io-Psichico (prodotto dell’odio interno), nel tentativo egoistico d’edificare ed imporre una "Volontà di dominio" ed il suo corrispettivo "Ideale di perfezione", che porta ad attribuire unicamente la responsabilità del proprio malessere esistenziale agli altri (genitori, educatori, ambiente).

Il progetto vendicativo (dell’odio agito all'interno e all'esterno) arriva fino ad esiti in cui la menzogna esistenziale interna viene assunta come verità, per giustificare il mantenimento delle pretese narcisistiche (nevrotiche e/o psicotiche che siano). Chiarificazione ed evoluzione, come riconoscimento ed assunzione della propria responsabilità, permette (in un processo di ricerca e crescita multidimensionale) di smantellare le menzogne e dialetticamente contattare la propria verità esistenziale.

Sul piano "antropologico-esistenziale" un'etnia e/o un popolo possono restare nelle loro pretese di dominio e di perfezione quando tentano di sopraffare altre etnie nel tentativo egoistico di mettere in atto la propria "Volontà di possesso e di dominio". Di popoli che hanno o hanno avuto in prevalenza un’anima di "dominatori distruttivi" ne è piena la storia umana: un esempio storico calzante potrebbe essere rapppresentato dalla civiltà di Sparta (che ha lasciato ben poco), a differenza di Atene, che ha coltivato democrazia e cultura: valori per l’anima della civiltà umana.

Quest'ultimo secolo , che conclude il millennio, ha forse toccato l'apice della "volontà suicida" e della "volontà omicida" dell'Uomo, attraverso i due conflitti mondiali ed i numerosi conflitti etnici ancora in atto in quanto sembra (come analizzava E. Fromm ) che "...il grado di distruttività aumenta con il crescente sviluppo della civiltà, e non il contrario...". (6)

Penso ai popoli senza terra su tutti i continenti, costretti a lotte inumane per garantirsi una sopravvivenza, e sento il dolore.

Una psicoterapia che avesse unicamente come fine il benessere psichico della Persona avrebbe svolto solo in parte il suo compito: la Sophianalisi, come scienza antropologica personalistica esistenziale, ha come rotta e meta una diversa prospettiva del benessere umano e tenta di realizzare quel mito dell’ uomo nuovo (di un’umanità nuova), quella speranza ancora irrealizzata che ha pervaso la cultura più illuminata di quest’ultimo secolo, ricercando di promuovere lo sviluppo della Persona in tutte le sue dimensioni possibili.

 

3. IL PRINCIPIO DELLA BELLEZZA SECONDA  

"...La Bellezza...Di tutti i peccati della psicologia, il più mortale è la sua indifferenza alla bellezza...La Psicologia deve ritrovare la sua strada verso la Bellezza per non morire..." ( dice J. Hillman). (7)

La Sophianalisi, nella sua visione antropologico-personalistica esistenziale, è particolarmente interessata allo sviluppo della Bellezza. Il concetto di "Bellezza Seconda", proposto da Antonio Mercurio, mira alla realizzazione di una crescita unificata e unificante dell'Uomo-Persona, ponendo come meta il progetto di "fare della propria vita un'opera d'arte": diventare artista della propria vita.

...Se distinguiamo tra la Bellezza Prima e la Bellezza Seconda, diciamo che l'arte esiste per la creazione della Bellezza Seconda. Bellezza prima, chiamiamo quella creata dalla natura. Bellezza seconda. chiamiamo quella creata dall'uomo. (...) La prima è mortale, la seconda è immortale. La natura possiede il segreto di mettere la vita dentro un seme e di farlo germogliare: Ma ogni vita che germoglia poi muore e muore anche la bellezza della vita. L'uomo, invece, possiede il segreto di mettere la vita e la bellezza dentro un capolavoro, e questa vita e questa bellezza, se stanno dentro un capolavoro, non muoiono più, non moriranno mai. La natura crea vite mortali. L'uomo crea vite immortali, quando raggiunge le vette dell'arte. Ora non è possibile raggiungere le vette dell'arte senza doversi necessariamente confrontare con il dolore e con la morte...Senza il superamento del dolore non si crea nessuna autentica opera d’arte. L'uomo è l'unico soggetto vivente che possa confrontarsi col dolore, superarlo e trasformarlo in un potente motore che, insieme ad altri fattori, porta alla condensazione di quelle energie che danno vita ad autentiche opere d'arte..." (A.Mercurio). (8)

Se l'uomo è l'unico soggetto vivente che riesce a dare un senso al dolore della vita, è anche colui che può riuscire a creare "nuovi miti" (nuove opere d'arte) tentando il superamento dei determismi inconsci ed esistenziali. Quanto, però, questo progetto sia arduo, avendo come rotta primaria (con arte e saggezza) l'attraversamento del dolore della vita, ogni persona ha bisogno di accettare con responsabilità il fatto di non poterlo realizzare da solo. L'Uomo-Persona potrebbe realizzare questo passaggio soltanto se riuscisse ad entrare nella consapevolezza di far parte di un "organismo vivente" più grande (quello dell'Umanità in rapporto con gli altri agenti cosmici : allora tutta la bellezza da creare non potrà che essere una "Bellezza Seconda Corale", costruita da tante persone che nel loro agire unito e unificante siano tese non unicamente al benessere personale, di una singola persona o di un un'etnia, ma all'intera umanità.

Sento quanto innovativo possa essere tutto questo, rispetto alla concezione freudiana nella sua aspirazione di trasformare la metafisica in metapsicologia, secondo il prevalere unilaterale della sua concezione deterministica istintuale.

Per la Sophianalisi, una "metapsicologia personalistica" deve saper comprendere (in senso dilalettico e circolare) il bisogno dell'Uomo-Persona e dei popoli, espressi nel sogno e nel mito, scoprendo le motivazioni e i dinamismi (consci ed inconsci) non unicamente sulla base della struttura psichica, ma a livello di tutte le strutture e dimensioni.

Ritorno, per concludere alla "leggenda indio" di cui mi sono servito all'inizio di questa relazione per voler significare che noi della Sophianalisi siamo alla ricerca di un’impostazione psicoterapica (improntata ai valori di un'Antropologia Personalistica Esistenziale) che sappia costruire risposte alla sofferenza umana non unicamente in senso psichico ma anche spirituale: una dimensione spirituale nuova che sappia attingere ai valori più profondi ed autentici della scienza e della cultura umana, che possa contribuire alla costruzione di un'Anima Corale Universale nel tentativo di ricomporre le fratture tra cielo e terra, maschile e femminile, amore e psiche, determinismo e libertà.

 

BIBLIOGRAFIA DELLE OPERE IN ORDINE DI CITAZIONE

(1) Alessandro Oppes, "La via degli indios", in La Repubblica delle Donne, Anno 4°n.148, aprile 1999, Roma, p.24

(2)Enrico G. Belli, "Dalla Psicoanalisi alla Sophianalisi (Verso una teoria unificata del campo metapsicologico e antropologico)", C.IN.PSY.Edition, Catanzaro, 1989, p.115.

(3) Sigmund Freud, "Al di là del principio di piacere", (1920) Opere, Vol.9, Boringhieri, Torino,1980.

(4) Sigmund Freud,"L'Io e L'Es", (1922), ibidem, vol.9.

(5) Sigmund Freud, "Il disagio della civiltà", (1929) ibidem, vol.10.

(6) Antonio Mercurio, "Teoria dell’inconscio esistenziale", Costellazione di Arianna, Roma, 1995

(7) Antonio Mercurio, "Teoria della Persona e Metapsicologia Personalistica, Bulzoni, Roma,1978, p.229 (8) Antonio Mercurio, "Amore, Libertà e Colpa", Bulzoni, Roma, 1980

(9) Erich Fromm, "Analisi della distruttività Umana", Mondadori, Milano, 1975, p.21.

(10) James Hillman, "Il codice dell'anima", Adelphi, Milano,1997,pp.56-61

(11) Antonio Mercurio, "Gli Ulissidi (Il teorema ed il mito per navigare da un universo all'altro)", S.U.R:, Roma, 1197, pp.97-102.